diventare un programmatore migliore

Vuoi scrivere codice migliore? Sviluppa empatia

Quali sono le caratteristiche di un buon programmatore?

Ragiono molto spesso su questa domanda e con il tempo sono arrivato ad elaborare una mia piccola teoria: il buon programmatore è colui che riesce a scrivere buon codice per gli altri.

Il completare un task, risolvere un bug o implementare una nuova feature non sono sufficienti, il tutto deve essere fatto avendo ben chiaro per chi quel pezzo di codice è stato scritto, per poter così anticipare tutti i bisogni inespressi.

Bisogna sviluppare una sorta di empatia verso l’utente finale che utilizzerà il tuo prodotto e gli eventuali colleghi che dovranno poi migliorare il tuo lavoro; se ti metterai nei loro panni, i limiti del tuo elaborato ti saranno subito evidenti.

Come sviluppare empatia nel coding

Ecco alcune attività che personalmente mi hanno aiutato a sviluppare questa capacità:

Scrivere codice in un team

Uno dei limiti più grandi dei programmatori è il proprio ego.

Il più delle volte, infatti, specialmente se si è un freelance, il codice scritto di proprio pugno è sempre insuperabile, vero?

Beh essere in un team di lavoro ti costringe a scendere dal piedistallo, ci sono standard da seguire, procedure da abbracciare e molte volte anche confronti con punti di vista molto distanti.

Lavorare in un team ben organizzato ti porterà a valutare un nuovo aspetto di scrittura del codice:

“Cosa direbbero i miei colleghi se vedessero tra un mese questa funzione?”

Creare o collaborare ad un progetto Open Source

Il mondo Open Source è una fonte illimitata di esperienza che aspetta solo di essere sfruttata.

Rendere il tuo codice pubblico, revisionabile e utilizzabile da tutti ti permetterà di metterti davvero in gioco.

“Il codice che ho scritto è in grado di superare una code review?”

Assimilare le critiche costruttive

Dopo che hai completato il tuo prodotto, fallo visionare il più possibile e raccogli quanti più feedback.

“I miei utenti hanno compreso come sfruttare tutte le funzionalità in maniera corretta?”

“Quali sono i punti dove hanno riscontrato maggiori difficoltà di utilizzo?”

“Che valutazione globale si può dare all’esperienza di utilizzo?”

Cerca di rispondere a queste domande tramite i feedback ricevuti, ma ti avviso, non saranno rose e fiori.

Le critiche sono inevitabili, il tuo obiettivo è scremare quelle inutili ed assimilare quelle realmente costruttive.

Non sei infallibile, approfondire dei punti critici che sono emersi da segnalazioni esterne è un ottimo modo per affinare un senso di empatia, prendi l’esperienza derivante e applicala al prossimo progetto o sviluppo che affronterai.

Conclusioni

Cosa ne pensi dei punti descritti? Ho dimenticato qualcosa? Se hai domande o ti va di fare quattro chiacchiere ti aspetto nei commenti.

Ti invito inoltre a visionare e leggere altri articoli sul mio blog, che potrebbero rivelarsi molto interessanti ed esaustivi per te, se ti interessano contenuti relativi alla digitalizzazione.

Ti ringrazio per la lettura ed ora non mi resta che augurarti buona digitalizzazione!

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